Mi innamoravo di tutto, storia di un dissidente.

Ciao a tutti voi lettori, oggi vi recensisco questo straordinario libro, e non esagero a definirlo in questo modo. È una tipologia di libro del tutto nuovo. Tratta della biografia di un dissidente che faceva parte di una associazione NOTAV. Ha un sviluppo a intreccio, un fatto particolare che mi ha colpito è stato che all’inizio viene rivelato il finale del libro. Magari si potrebbe pensare che dato che viene rivelato il finale una persona non continua a leggerlo, ma io non volevo credere al finale dichiarato inizialmente ,ed ero curiosa della storia dato che ha un’inizio molto coinvolgente, ma non solo tutto il romanzo è coinvolgere. È una storia che lascia il segno al lettore e produce delle immagini molto forti. La storia si sviluppa seguendo una canzone di Fabrizio De Andrè, Coda di lupo. 

Io lo consiglio a tutti quelli che sono sempre aperti a nuove storie, e sono curiosi di scoprire. 

È un libro che fa sognare, per un mondo giusto e migliore. Non smetti di sognare nemmeno quando il romanzo si conclude e questo romanzo apre gli occhi rispetto al mondo che abbiamo difronte. 

Mi innamoravo di tutto, biografia di un dissidente, pubblicato da Edizioni Alternative e scritto da Stefano Zorba. 

Stefano Zorba pseudonimo di Stefano Filippini, scrittore di un blog di aforismi sin da giovane dopo aver ascoltato la canzone di Fabrizio De Andrè, Coda di lupo, decide di scrivere questo romanzo. 

Ed ecco la trama del libro: Un sotterraneo anonimo. Un pavimento in calcestruzzo, polvere, pilastri nudi e vecchi. E sangue.

Un imprecisato servizio segreto italiano ha un prigioniero, un dissidente che si chiama Coda di Lupo. E vuole farlo parlare, con ogni mezzo necessario.

E Coda di Lupo parla, si racconta, scandendo la sua vita sulle note dell’omonima canzone di Fabrizio De André, dall’infanzia e il G8 di Genova fino agli ultimi, disperati anni di resistenza in Val Susa.

Un romanzo che parla di lotta, di resistenza, di Stato, di sofferenza, di morte. E della gioia di lottare, nonostante tutti i sacrifici che questo comporta.

Un romanzo che canta gli dei dei del nostro secolo, dal secondo dopoguerra ad oggi: il dio degli inglesi, il dio perdente, il dio goloso, il dio della Scala, il dio a lieto fine, il dio fatti il culo. Il dio senza fiato. Dèi falsi, a cui non devi credere mai.

La biografia di un attivista, che come nella Coda di Lupo del cantautore genovese, diventa un archetipo del dissidente, fino al finale. Che è lo stesso della canzone di Faber: chitarra elettrica. Assolo. Fade out.

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Baci, Coco

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